Poesia e Racconti -2


Tre racconti brevi di Giulio Portolan

LE DONNE SI SPOGLIANO QUASI SEMPRE DA SOLE

John è un uomo di quasi cinquant'anni. Un film americano si intitola "Quarant'anni vergine": lui infatti è ancora vergine e ci scherza con sua madre, autodefinendosi extravergine, come l'olio d'oliva... La madre ha problemi di salute, e capita spesso che negli ultimi due anni John l'aiuti a vestirsi, e quindi anche a svestirsi. Ha così imparato a slacciare il reggiseno a una donna...

Un giorno capita a John l'inverosimile, la realizzazione dei suoi sogni più intimi: incontra in rete una ragazza, sui 35 anni, che gli si concede.

Lui sa, anche su consiglio di sua madre, di non dover mari dire alle ragazze di essere vergine, e nell'incontro si industria a farsi passare per "esperto".

Ma quella notte cominciano gli inconvenienti, e Franca inizia ad avere dei dubbi. Gli dice di mettere musica di sottofondo, e lui, all'antica e non "aggiornato", sfodera il suo unico repertorio di "musica erotica": su You Tube la colonna sonora "Take My Breathe Away" del film "Top Gun" e il famoso tema del film francese "Un uomo e una donna"; poi i primi dubbi di lei... la musica (lei manifesta perplessità sui generi) dura dai 2 ai 3 minuti...: per fortuna, nella sua prima notte di sesso, Franca non torna sulla questione della musica di sottofondo.

Altro inconveniente: John, esperto di filosofia, pur dandosi da fare, non trova di meglio di tenere a letto una conferenza culturale...

A un certo punto deve, per la prima volta, infilarsi il preservativo, lei ha forse intuito che lui non l'ha mai fatto: invece che srotolarlo infilandolo, pensa di inserirlo già srotolato come un calzino sul piede, e Franca, che osserva "fai così ?", ha i suoi primi dubbi...

Lei è indispettita e gli chiede, riguardo il preservativo, se ha solo quello. Sospetta che voglia metterla incinta, e infatti è così. Franca gli aveva detto di non sentirsi ancora pronta per avere un figlio, ma John ha fretta: i suoi genitori sono anziani e ammalati, e desidera dare ad essi un nipote, che sia l'erede della famiglia, l'unico che può portare avanti il nome del padre e dei suoi avi. Per questo la ragazza, che dubita, a un certo punto pretende di controllare il preservativo, e anzi John le propone, per rassicurarla, che sia lei ad aprire le successive confezioni.

Lui si offre di spogliarla e inizia con lo slacciarle il reggiseno. Con una mano impegnata sul seno di Franca, l'altra inizia la manovra complessa e difficile. John dice a se stesso: "niente panico, se fallisco è la fine...". Ma si rincuora, perché è una cosa che aveva già fatto con sua madre, e sa com'è fatto il complesso meccanismo dei 2 gancetti in coppia, e alla fine, dopo 15 secondi "di passione", ci riesce: è fatta !

Franca si offre per un iniziale massaggio, dopodiché gli piomba addosso con una esperienza da escort professionista. Infatti, per inciso, la sua prima notte costerà a John un occhio della testa. Ma è solo il solito, tipico "regalo"; sotto questo punto di vista Franca, che parla 4 lingue ed è laureata, lo rassicura: "non mi concedo a tutti...; sono venuta con te perché ti ho trovato una persona interessante".

John pensa che Franca sia la donna giusta per lui.

Mi dice mia madre che questo episodio è però un poco inverosimile, perché, lei sostiene ("chiedi conferma a tuo padre") che "le donne si spogliano da sole".

(Preciso che ogni riferimento autobiografico è puramente casuale; o causale...)

IL MARE

Mare, in te si perde ogni pensiero

il tuo sciacquio conduce il mio respiro

parte di me, come passo al sentiero

il tuo profumo con l'anima inspiro

Se sei tranquillo a meditar mi induci

se sei agitato ti guarderei per ore

quanto rispetto al mio cuore produci

la tua irruenza esaspera il tuo odore

Rapisci l'anima al sorgere del sole

o quando a sera in te esso si tuffa

dalle mie labbra non sgorgano parole

qualsiasi frase apparirebbe buffa

Nei tuoi abissi un altro mondo esiste

dove il silenzio ha un ovattato suono

ora ha i colori di tavolozze miste

e in fondo è buio, opposto di ogni buono

Luciana Parco

LE VELE

In questo corpo fisico ci son da tanti anni

All'inizio un po' ignara trascinata dal vento

Poi più avanti portata, convinta di portare

Ferma nelle mie idee "è incoerente cambiare"

E poi passano gli anni e i sogni si allontanano

E il mio corpo più forte tenta di farsi udire

Mi dice che se voglio posso cambiar la rotta

Se invece resto sorda, lo farò un'altra volta

"Non ho più voce" disse "o senti o ti abbandono"

Così giunse un sussurro e cominciai a tentare

Di muovere le vele a fugar la tempesta

Ed a guidar la vita come barca sull'onda

Oggi mi godo il viaggio, veleggio con piacere

Scopro terre ogni giorno e accolgo le tempeste

Qualcuna mi sconvolge ma ha molto da insegnarmi

E imparo a navigare verso nuove scoperte

Cambio spesso la rotta se non la trovo giusta

E quando c'è sereno e il vento soffia adagio

Che bello star nel flusso e in silenzio viaggiare

Lasciandosi portare a scoprir sogni nuovi

Luciana Parco

BOBI

Bobi era il cane di mio nonno Luigi. Una notte, nel periodo subito dopo la Guerra, Bobi abbaiava forte perché erano entrati i ladri nella villa.

Quella stessa notte il nonno scese più volte gli scalini e a più riprese bastonò il cane, molte volte, facendogli molto male, perché con tutto quell'abbaiare Bobi era di disturbo, per quelli che stavano dormendo. Il giorno dopo il nonno si accorse di un'amara sorpresa: i ladri erano entrati nella cantina e avevano rubato, tra le altre cose, tutto il formaggio e i salami.

Io, che vivo in casa con i miei genitori anziani, a volte sono come Bobi: faccio sempre il mio dovere ma spesso vengo sgridato, a volte senza motivo... 

. di Giulio Portolan,  Pordenone, 24 gennaio 2021 

IL COMANDANTE WOLF

Mi racconta mio padre che da bambino lui e la sua famiglia durante la Guerra erano sfollati a Zoppola, in provincia di Pordenone, per proteggersi dai bombardamenti. Nella villa a fianco quella dei suoi genitori, c'era quella di suoi parenti stretti che era occupata in incognito dal Comandante nazista generale Karl Wolff, capo delle truppe tedesche in Italia, stanziato ufficialmente sul Lago di Garda. Lui aveva sgomberato le truppe in accordo con gli americani e i partigiani senza spargimenti di sangue.

Nella soffitta della casa c'era una grande stazione radio che occupava due stanze, e mio padre, allora bambino, si ricorda di aver visto che lungo le scale salivano e scendevano, alternandosi, i soldati tedeschi e i partigiani della zona.

.di Giulio Portolan 

L'ESSENZA

L'essenza dell'uomo ha radici profonde

così come un albero nella madre terra

a tratti come barca portata dalle onde

o forte montagna che non teme la guerra

Una particella dell'intero universo

che porta dentro se, come un feto nel grembo.

E' il paradosso del dritto e dell'inverso

l'intero vestito e solamente il lembo

Immersa in turbinii di vividi colori

di luci con ombre talvolta sovrapposte

come le gioie si mischiano ai dolori

per farci vivere emozioni contrapposte

Il tempo è verbo che le è sconosciuto

in quanto è eterna e non conosce fine

ed ogni vita è un viaggio compiuto

con l'obiettivo di varcar nuovo confine

Torna il tema dell'Essenza per Luciana Parco, già rappresentato nella sua opera pittorica