Marina Pirini



Il primo inverno a via Denina

Che lunghe le notti d'inverno,

in questi luoghi nuovi e terribili,

che pur mi hanno accolto con apparente tenerezza.

Piove, sibila il vento e gela.

Spesso mi sveglio, turbata,

e mi sconforta non sentire

il respiro mentre dormi indifeso.

Di colpo riprende la paura

quando passo le mani sulle coltri

fredde e ghiacciate

come il vetro che mi separa dall'esterno.

Mi rendo conto allora

che non sei più il mio uomo,

né questa la mia città

e mi spaventa soprattutto l'idea

che questo nemmeno sia il mio tempo.

Temo di trovarmi fuori

esposta alle intemperie e mi sveglio agitata:

mi manca il dolce tuo sostegno,

nel mio presente: non più giovane eppure tanto fragile.

. di Marina Pirini

All'amico Torquato, cane fedele

Una coltre di foglie, cullate dal vento

Era la strada del tuo piccolo bosco.

Avvolto nei colori sfumati dell'ocra

Rimani a dormire

Nel riposo muschioso,

sotto queste pietre antiche discalzate.

Non chiedevi che correre,

negli spazi semoventi di fervida luce,

non chiedevi che amore all'ombra delle mimose.

Sei passato come breve bizzarro incanto,

hai lasciato vuoti di flebili rimpianti,

agli alberi silenti.

Ora sei morto, crudelmente,

inaspettatamente.

Ogni dì i cieli autunnali

l'annunceranno all'alba

davanti a San Silvestro.

. di Marina Pirini

Meriggio

Era meriggio

Sole altezza occhi, lanciava

raggi sì forti da ferire sensibili pupille;

colori dall'intenso azzurro, poi rosa, pervinca

pallide strie irregolari,

come quando il vento trasposta nuvole

lasciando scie di bianchi strati.

Io, intenta a sfoltire foglie

E rimuovere terricci. Mi fermai:

contemplare il fenomeno e pensarti

se per caso ammirassi o fossi distratto,

è stato facile.

Ami simili tramonti, sempre diversi

e stupendi,

e con sensibile tenerezza pensi a babbo

vedi con i suoi occhi azzurri e

trasmetti tue sensazioni.

Commozione inevitabile perché so

Che messaggio è arrivato. Sta certo

Che babbo sa di averlo ricevuto.

Il fenomeno è omaggio dal cielo

Tutto per te e si rinnova,

nei tramonti romani, ogni meriggio.

.di Marina Pirini