Il rosso dei papaveri

Nel linguaggio dei fiori il papavero è simbolo dell'orgoglio sopito, della consolazione, ma anche della semplicità. Da questi derivano alcune simbologie minori e poco diffuse come, ad esempio, lentezza, dubbiosità, sorpresa, storditezza, sonno eterno, oblio e immaginazione.

Il papavero è un fiore luminoso ed è il fiore più amato dalle persone con una personalità vibrante, eccentrica e positiva. Sono proprio loro ad essere i più creativi e ad essere attratti dalle cose nuove. 

Curiosità

Dietro alla nascita del papavero è legata una leggenda, come succede per la maggior parte dei fiori, ad esempio il glicine o la lavanda.

Si narra che un giorno, nel mese di giugno Proserpina, la bellissima figlia di Giove e della dea della Terra, mentre coglieva fiori in un prato di Sicilia fu rapita da Plutone, dio degli inferi, che volle farla sua sposa.

Dopo che la madre ebbe chiesto a Giove di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all'anno ancora con Plutone. Cerere fece calare il freddo ed il gelo durante i mesi in cui la figlia era assente come segno di dolore, per poi far risvegliare la natura per il ritorno di Proserpina sulla terra. A quel punto Giove, preoccupato della morte delle creature, convinse Plutone a lasciar tornare Proserpina per almeno sei mesi ogni anno.

Così fu e leggenda vuole che quando la regina ritorna sulla terra sbocciano i papaveri che con il loro colore rosso, ricordano alla dea la passione dello sposo che l'aspetta negli inferi.


Papaveri rossi e calle delicate sugli acquerelli di Patrizia Di Vetta, sulle porcellane e i complementi di arredo: delicati e spontanei i fiori, come l'artista ma anche tenaci e decisi nei colori. 

Proserpina di Dante Gabriel Rossetti, Proserpina (1874); olio su tela, Tate Britain, Londra
Proserpina di Dante Gabriel Rossetti, Proserpina (1874); olio su tela, Tate Britain, Londra