Donne

Guttuso, Donne di zolfatari, 1950
Guttuso, Donne di zolfatari, 1950
Pablo Picasso - Marie-Thérèse con ghirlanda
Pablo Picasso - Marie-Thérèse con ghirlanda

Artemisia Gentileschi: Autoritratto come allegoria della pittura, 1638-39

Pittrice dallo stile drammatico ed altamente espressivo, fu una rarità nel panorama artistico del Seicento anche se spesso il suo talento fu sminuito a causa delle sue vicende personali. Nata l'8 luglio 1593 a Roma, Artemisia Gentileschi assorbì ben presto la lezione del realismo caravaggesco a cui secondo alcuni affiancò la conoscenza del linguaggio della scuola bolognese: Nel pieno del suo apprendistato dal pittore Agostino Tassi, accadde un evento che segnò indelebilmente la sua vita personale e artistica: nel 1611 Tassi la violentò in modo brutale, come la stessa Gentileschi ricordò nei suoi diari ("Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto..."). Ne seguì un processo pubblico e molto chiacchierato, in cui paradossalmente la stessa vittima fu torturata per farle ribadire la verità della propria denuncia: Tassi fu poi condannato anche se la reputazione e soprattutto l'equilibrio psicofisico di Gentileschi furono minati per sempre. Sposatasi in fretta con un pittore assai modesto, Nel 1616 fu addirittura ammessa, prima donna nella storia, alla prestigiosa Accademia del disegno fiorentina.  

La Pittura è personificata da una donna che porta al collo una lunga catena d'oro con un medaglione in forma di maschera, ha i capelli neri un po' scarmigliati, indossa una veste di colore cangiante, tiene con una mano il pennello e con l'altra la tavolozza. Pur ubbidendo a precisi dettami iconografici, questa Allegoria mostra una impaginazione di grande originalità: la donna è raffigurata di fianco, con il braccio destro ampiamente sollevato, per raggiungere una invisibile tela su cui tutta la sua attenzione si concentra. Se - come si ritiene - la donna raffigurata è la stessa Artemisia, la pittrice avrà dovuto impiegare due diversi specchi, opportunamente angolati, per ritrarsi in quella posizione. L'idea che l'Allegoria sia anche un autoritratto è ampiamente accettata dalla critica, pur con qualche dubbio sulle reali sembianze dell'artista.

"Maternità" di Patrizia Di Vetta
"Maternità" di Patrizia Di Vetta


La maternità

 Acquerello di  Patrizia Di Vetta

Rappresentazione simbolica del passaggio dalla gravidanza alla nascita. La scelta del rosso nell'attesa rappresenta la passione che la donna sente quando la vita cresce in lei. Il blu rappresenta l'amore infinito che ci travolge nel vedere il frutto dell'amore.


Nudo di donna, Acquerello di Patrizia Di Vetta
Nudo di donna, Acquerello di Patrizia Di Vetta

Donne, non corpi di donne

In che modo il corpo è diventato una prigione per le donne, quando invece dovrebbe essere considerato una parte di ciò che siamo e non solo una forma di possesso? Come è stato possibile trasformare la biologia in ideologia?  .... di Zehra Doğan  . ..

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