Donne e arte

Le donne e l'arte. In principio erano autrici solitarie, clandestine, relegate in una condizione di marginalità e destinate a essere dimenticate. Negli ultimi anni, le artiste contemporanee sono considerate tra le voci più significative dell'arte del nostro tempo. A premiarle, le rassegne internazionali in occasione delle quali la loro produzione gode di una crescente centralità. E nei musei? L'arte al femminile non ha trovato ancora adeguata collocazione, tranne rare eccezioni, rimanendo nella storica subalternità rispetto a quella firmata dai colleghi uomini, cosicché l'equilibrio tra i sessi risulta invariato e lo scenario non cambia. Noi vi aspettiamo invece nelle nostre gallerie e rassegne perché lo spazio riservato all'altra metà dell'arte non sia meno della metà. 

Rosella Brecciaroli

Artemisia autoritratto
Artemisia autoritratto

Tra le altre, torniamo a parlare di Artemisia Gentileschi. Dalla biografia tragica e romanzesca alla verità creativa della figura che seppe riscrivere le regole della Storia dell'Arte. Artemisia Gentileschi: Autoritratto come allegoria della pittura, 1638-39. Pittrice dallo stile drammatico ed altamente espressivo, fu una rarità nel panorama artistico del Seicento anche se spesso il suo talento fu sminuito a causa delle sue vicende personali. Nata l'8 luglio 1593 a Roma, Artemisia Gentileschi assorbì ben presto la lezione del realismo caravaggesco a cui secondo alcuni affiancò la conoscenza del linguaggio della scuola bolognese. Nel pieno del suo apprendistato, accadde un evento che segnò indelebilmente la sua vita personale e artistica: nel 1611 il suo maestro, Agostino Tassi, la violentò in modo brutale, come la stessa Gentileschi ricordò nei suoi diari ("Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto..."). Ne seguì un processo pubblico e molto chiacchierato, in cui paradossalmente la stessa vittima fu torturata per farle ribadire la verità della propria denuncia. Tassi fu poi condannato, anche se ormai la reputazione e soprattutto l'equilibrio psicofisico di Gentileschi furono minati per sempre. Dopo essersi sposata senza particolare enfasi con un pittore assai modesto, fu addirittura ammessa, nel 1616 e per la prima volta nella storia una donna, alla prestigiosa Accademia del disegno fiorentina.


La Pittura è personificata da una donna che porta al collo una lunga catena d'oro con un medaglione in forma di maschera, ha i capelli neri un po' scarmigliati, indossa una veste di colore cangiante, tiene con una mano il pennello e con l'altra la tavolozza. Pur ubbidendo a precisi dettami iconografici, questa Allegoria mostra una impaginazione di grande originalità: la donna è raffigurata di fianco, con il braccio destro ampiamente sollevato, per raggiungere una invisibile tela su cui tutta la sua attenzione si concentra. Se - come si ritiene - la donna raffigurata è la stessa Artemisia, la pittrice avrà dovuto impiegare due diversi specchi, opportunamente angolati, per ritrarsi in quella posizione. L'idea che l'Allegoria sia anche un autoritratto è ampiamente accettata dalla critica, pur con qualche dubbio sulle reali sembianze dell'artista.

Frida Coehlo
Frida Coehlo

DONNE PROTAGONISTE DELL' ARTE 

Donne e arte. Un binomio in cui molto ancora resta da esplorare. Nella storia europea fino al XVI secolo lo status di "artista al femminile" è risultato faticoso e costantemente ostacolato dalla società maschilista e patriarcale. Nel 1500 coraggiose pittrici (e non solo) si impongono per capacità e genio.

Sofonisba Anguissola: autoritratto
Sofonisba Anguissola: autoritratto

Capostipite di una lunga generazione di artiste è Sofonisba Anguissola. Con le sue opere conquistò la Regina Isabella di Spagna, ricevette encomi da Michelangelo, i suoi disegni ispirarono Caravaggio. La sua consacrazione finale arrivò grazie all'incontro con il celebre pittore Van Dyck che di lei scrisse: "Ha l'età di 96 anni ancora con la memoria et il cervello prontissimo, cortesissima, sebbene per la vecchiaia le mancava la vista, ebbe con tutto ciò gusto de mettere gli quadri avanti a essa."

Rosalba Carriera
Rosalba Carriera

L'età Rococò trovò nella veneziana Carriera la più importante ritrattista delle corti europee. Rese immortali principi polacchi, attrici, duchi e prelati. Il suo genio impose la tecnica del pastello come nuova e rivoluzionaria.  

Mary Cassat
Mary Cassat

Il secolo degli impressionisti vede 3 grandi nuove pittrici capaci di interpretare senza reticenze la rivoluzione della macchia. Eva Gonzalès, profonda conoscitrice dell'arte di Manet e sua musa. L'americana Mary Stevenson Cassatt, innovatrice nei soggetti di intimità familiare e Berthe Morisot. Allieva di Corot, esporrà le sue opere presso il celebre Salon de Nadar a Parigi.   

Nelle società occidentali avvengono grandi cambiamenti ma per le donne ancora saranno molti gli ostacoli per il raggiungimento dei diritti e di un ruolo paritetico con l'uomo. Il grido rivoluzionario della messicana Frida Kahlo e quello imprenditoriale di Tamara de Lempicka preparano il terreno alla grande svolta creativa tra XX secolo e contemporaneità. Testimonianza del cambiamento la grande Mostra "Divine e avanguardie Le donne nell'arte Russa", esposta a Palazzo Reale a Milano. 


Tamara de Lempicka Red lips
Tamara de Lempicka Red lips

Evolvendosi nel tempo, il ruolo delle donne nell'arte è diventato sempre più preminente, ma soprattutto è l'arte stessa ed essere mutata negli ultimi anni .

Tra i primi riferimenti di donne nell'arte, Plinio il Vecchio ci riporta alcuni nomi di pittrici greche: Timarete, Kalypso, Aristarete, Iaia e Olympas. Probabilmente la componente femminile nel mondo dell'arte è stata sempre presente; esse forse sono sempre esistite da quando esiste l'arte, ma fino al XVI secolo il loro contributo, la loro effettiva presenza documentata nella storia rimane poco visibile, forse quasi nulla.