Roberto Castellucci

Con Malizia e con  Dolcezza 

L'intervista Campionessa di cake design, docente e protagonista in tv. In una parola: artista Il laboratorio di restauro a Roma, i primi passi, le gare, le soddisfazioni. Katia Malizia si racconta. "Immaginate di recarvi in un famoso museo, come gli Uffizi di Firenze, e fermarvi ad ammirare "La Primavera" di Botticelli, opera che adorna una delle sue sale. Dopo un po' vi avvicinate e...voilà, ne staccate un pezzettino e lo mangiate, assaporandone ogni stilla di gusto, raggiungendo un sublime piacere gastroartistico. Sembrerebbe un sogno per noi (e un incubo peri guardiani...), invece è proprio questa la sensazione che potremmo provare al cospetto di una torta prodotta da una campionessa internazionale di cake design! Ecco, quindi, Katia Malizia, artista del nostro territorio e star mondiale. 

Katia, quando ha incontrato l'arte? «A cinque anni disegnavo i pupazzi di Disney, a diciotto avevo già tenuto una "personale" e a ventidue ho partecipato con successo a un concorso al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Tutto ciò da nemo propheta in patria, in quanto mio padre avversava questa mia aspirazione, al punto da impedirmi di iscrivermi al liceo artistico! Dopo aver frequentato l'Accademia del restauro e seguito gli insegnamenti artistici del maestro Angelo Tanzini, ho aperto un mio laboratorio di decorazione di interni e restauro nel cuore di Roma». " L'e m oz i o n e negli occhi dei festeggiati d ava nt i alla loro torta è la ricompensa più grande Katia Malizia, 

Qual è la differenza tra una torta commissionata da un privato e una da competizione? «Idealmente nessuna, perché ambedue richiedono capacità progettuali, competenza ed estro. Poi, di fatto, nella competizione la finalità è prettamente estetica: sono torte finte, almeno nelle basi (in polistirolo), perché devono essere facilmente trasportabili. Alcune torte richiedono mesi di lavorazione... Nell'attività prettamente di pasticceria influiscono molto, oltre alla qualità, le dimensioni, in quanto gli alimenti sono facilmente deteriorabili e "sostenere" composizioni molto grandi non è cosa facile. Non si deve soddisfare soltanto il gusto estetico, poi, ma, anche e soprattutto, quello gastronomico ...... chiedi il pdf all'autore 

.di Roberto Castellucci © RIPRODUZIONE RISERVATA  Ops: Roberto Castellucci, perdonaci non potevamo non pubblicarti ;-)

Mensa sana in corpore sano

Un pensiero questo rivolto ad una platea un po' più vasta e cioè a tutti coloro che fruiscono, durante la giornata lavorativa, della mensa aziendale. Le raccomandazioni esposte, però, non devono essere considerate frutto di chissà quale mio titolo sanitario o gastronomico e neppure un riferimento specifico alla mia mensa aziendale ma, solo, un simpatico [...] 

Omnia munda mundis

Se anni fa si parlava di "smaltimento" dei rifiuti, oggi tale parola è totalmente stata sostituita da "valorizzazione", più vicina alle esigenze ecologiche ed economiche del nostro pianeta.

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Il silenzio degli intelligenti

In questi giorni mi ha colpito molto una notizia che arriva dagli USA, nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni del prossimo presidente. I due concorrenti, Donald Trump, presidente repubblicano attualmente in carica e Joe Biden, il rivale democratico, si sono già sfidati in un dibattito pubblico e fra qualche giorno si affronteranno nuovamente. La commissione preposta all'organizzazione ha deciso che nel prossimo dibattito, .....                           CONTINUA A LEGGERE 

Una mano sporca l'altra...

Una pratica che ho sempre osteggiato, sin da quando ho raggiunto un minimo vitale di razionalità, è la stretta di mano. Tale gesto, che normalmente si attua tra due persone che pervengono a una distanza abbastanza compromettente dal punto di vista sociale, trova non solo mille testimonianze nel corso della storia dei tempi ma anche [...]

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Per un pugno di centimetri

by Roberto Castellucci  

STOCK/STACK/STOCK/STACK/STOCK... Assisto a una partita di tennis in tv e mi colpiscono i rumori secchi, simili a schiocchi di frusta, accompagnati ritmicamente da lascivi gemiti che arrivano poi al trionfante e orgasmico grido di liberazione finale del vincitore del punto. La strategia di gioco ricorda solo lontanamente quella del tennis della mia adolescenza, in cui ci si limitava al principio che la pallina, colpita dalla racchetta di uno dei contendenti, debba superare la rete e ricadere entro i limiti del campo avversario: il punto veniva assegnato a chi, per ultimo, rimandava la gialla sfera nell'altrui spazio. 

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Varco attivo e...cattivo!

di Roberto Castellucci

Vagando per le strade del centro di Roma, non è insolito incontrare cartelli luminosi che, a seconda dell'ora, intimano "varco attivo o "varco non attivo". Lo scopo del segnale è di consentire o meno l'accesso alle strade più interne del Centro storico, regolando in tal modo il traffico dei veicoli a quattro e più ruote. [...]

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Io mi domando...

Rovistando tra i tanti personaggi da intervistare e sui quali scrivere un articolo, ne ho scovato uno che, pur vivendomi molto vicino, risulta scontroso e forastico quando gli vengono poste domande personali. Cercherò, allora, di aggirare il problema chiedendogli informazioni sulla sua attività artistica, sperando di coglierlo in castagna e strappargli qualche emozione personale...

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L'antipasto antipatico

Antitetico, anticamera, antisettico, antistante, antifurto, antibagno, antimateria... Che cosa hanno in comune questi termini? Ovvio, il prefisso "anti". Tale prefisso, però, non sempre determina lo stesso effetto sulla parola che lo segue. Escludendo dalla trattazione il significato scientifico (antigene, antiprotone, anticiclone, antirotazione...), possiamo notare che il lemma assume un significato diverso a seconda dell'etimologia: se [...]

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"Eureka!"

La filosofia si diversifica in diverse branche, gnoseologia, ontologia, logica, morale... Tale distinzione non è ovviamente attuata per compartimenti stagni, nel senso che sin dall'antichità greca i filosofi hanno speculato sull'intero mondo senza porsi paletti ideologici o limiti che avrebbero contrastato con lo spirito libertario che contraddistingue la materia. Arduo addentrarsi oltre, anche perché dei miei tre lettori ne sono rimasti due a causa della tediosità dell'argomento e sicuramente si staranno chiedendo di che tipo di allucinogeno abbia fatto uso ultimamente. In verità ieri sera ho mangiato la pizza che, per me, costituisce una vera e propria droga, al punto che ne sono dipendente da quando sono ...nato! Rassicurando il mio lettore, rimasto unico nel frattempo, sul fatto che i filosofi usualmente non fanno ricorso a tale pericolosa sostanza, veniamo dunque alla stupefacente asserzione di cui al titolo.

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